Perché viene misurato il punto di infiammabilità?
La classificazione dell’infiammabilità dei materiali volatili in base al loro valore di punto di infiammabilità è una pratica consolidata da oltre 100 anni. I requisiti relativi al punto di infiammabilità sono elencati in numerose normative internazionali e nazionali in materia di salute e sicurezza e in specifiche di prodotto, tra cui ONU, IATA, EPA, UE e molte altre.
Il punto di infiammabilità viene misurato principalmente per valutare il rischio per la sicurezza di un liquido e quindi classificarlo in un gruppo di pericolo riconosciuto. Questa classificazione viene utilizzata per segnalare un rischio e per consentire l’adozione di adeguate precauzioni durante la produzione, lo stoccaggio, il trasporto e lo smaltimento.
Il punto di infiammabilità è anche un parametro fondamentale utilizzato per formulare avvertenze di sicurezza su prodotti per la pulizia della casa, cosmetici, lucidanti e molti altri prodotti di consumo. Le variazioni del punto di infiammabilità vengono utilizzate anche per misurare la consistenza del lotto di un materiale e come indicatore di possibile contaminazione (ad esempio, durante lo stoccaggio) o contraffazione di un materiale.
Viene utilizzato nell’industria, nel settore cosmetico e nel riciclaggio/rifiuti.
Esistono diverse tipologie di strumenti in grado di eseguire questa prova, secondo metodi standardizzati a livello internazionale, che devono essere scelti in base al prodotto da analizzare e all’intervallo di temperatura.
Setaflash CCC
Continuously Closed Cup Flash Point
Progettato in conformità agli standard ASTM D6450, ASTM D7094 ed IP 620, fornisce risultati del punto di infiammabilità rapidi, precisi e ripetibili utilizzando solo 1–2 mL di campione, riducendo così gli sprechi, l’esposizione dell’operatore ed i costi dei test.
Lo strumento combina un’automazione avanzata, sistemi integrati di rilevamento e spegnimento incendi ed un intuitivo funzionamento tramite touchscreen in un design compatto e moderno ed è ideale per i laboratori che analizzano carburanti (incluso il SAF), lubrificanti, biodiesel, solventi, prodotti chimici, aromi e fragranze
Setaflash CCC 35600-0:
- Ampio intervallo di temperatura in un unico modello: da -5 °C a 420 °C (fino a –15 °C con refrigeratore esterno)
- Esclusivo rilevamento automatico dell’agitatore magnetico
- Raffreddamento Peltier integrato per cicli di lavoro rapidi
- Sistemi di sicurezza integrati con rilevamento ottico della fiamma
- Controllo statistico della qualità (conforme a ASTM D6299)
- Connettività completa per LIMS, Ethernet, USB e RS232

Setaflash™ Series 3e
The safest choice
- ISO 3679; 3680 (obs)
- ASTM D3278; D3828; D7236; D8174; EPA 1020 A & B
- IP 523; 524; 534; BS 2000-523

Setaflash™ Series 3
Setaflash Small Scale Flash Point Testing
- ISO 3679; ISO 3680 (obs); ISO 9038
- ASTM D3278; D3828; D4206; D7236; D8174; EPA 1020 B; SW-846
- IP 523; 524; 534; 602; BS 2000-523

Setaflash™ Series 8 Active Cool
The safest choice
- ISO 3679; 3680 (obs)
- ASTM D3278; D3828; D7236; D8174; EPA 1020 A & B
- IP 523; 524; 534; BS 2000-523

CAMPI DI APPLICAZIONE SETAFLASH
Di seguito sono riportati i PDF dettagliati per i campi di applicazione di Setaflash nell’industria, nella cosmetica e nel riciclaggio/rifiuti.
Seta PM-93
Automated Pensky-Martens Flash Point
- ASTM D93 Procedures A, B & C
- IP 34 Procedures A, B & C
- ISO 2719 Procedures A, B & C







